Classi pollaio: scompariranno quelle con più di 25 alunni



La Scuola italiana sta vivendo in questi giorni dei veri e propri terremoti interni, con la riforma Gelmini più volte accusata da precari e insegnanti di ruolo o anche dai dirigenti scolastici. Gli scioperi e le proteste sono praticamente all’ordine del giorno ed ora a bocciare la riforma del Ministro dell’Istruzione è arrivata anche la sentenza del Consiglio di Stato, che ha rigettato il ricorso del MIUR per la proposta delle cosiddette ‘classi pollaio’.

Andiamo con ordine. La proposta del MIUR era quella di ridurre il numero delle classi all’interno degli istituti, accorpando più classi insieme. La protesta è partita dai CODACONS, che hanno subito fatto presente che il tetto massimo di 25 alunni per classe, se superato, crea gravi problemi per la sicurezza. Immediato quindi il ricorso dell’associazione al TAR, che ha accolto l’istanza, decretando che il MIUR dovesse applicare la legge sull’edilizia scolastica. Il MIUR non accettò la sentenza del TAR e fece ricorso al Consiglio di Stato, che nelle scorse ore ha rigettato tale ricorso confermando la sentenza del TAR.

Sicuramente un momento non idilliaco per la situazione scolastica italiana, che vivrà nei prossimi giorni altri stravolgimenti con le manifestazioni fissate per il prossimo 18 giugno in Piazza Duca d’Aosta a Milano o con gli scioperi degli insegnanti nei collegi scolastici di fine anno, che coinvolgeranno tutte le regioni italiane nei prossimi giorni, per dire no alla riforma Gelmini ed ai tagli che essa comporta. Di sicuro nelle settimane a seguire ci saranno nuovi sviluppi, anche in virtù del fatto che la Maturità 2011 è in dirittura di arrivo.