Cosa si studia in Scienze della Comunicazione



In molti si chiedono cosa si studia a Scienze della Comunicazione, ma in pochi lo sanno effettivamente e quindi vediamo nel dettaglio l’offerta di studio di questa facoltà che negli ultimi anni è sempre più disprezzata perché accusata di non essere utile ai fini lavorativi.

Partendo dal presupposto che tutto è Comunicazione, scegliendo questo percorso di studi si affrontano tantissime materie, alcune davvero agli antipodi tra loro.

Si passa dalla storia all’economia, dalla sociologia ( tanta ) al marketing, fino ad arrivare all’informatica e alle lingue.

Naturalmente ci sono molti esami improntati sulla comunicazione come giornalismo, analisi dei linguaggi televisivi, del cinema, senza dimenticare la semiotica che è uno dei perni centrali.

Sono però molteplici le attività che permettono agli studenti di familiarizzare con il mondo della comunicazione e del giornalismo, infatti esistono dei piccoli giornali e delle radio in quasi tutti gli atenei d’Italia, anche se è da dire che rispetto all’estero sono poca cosa.

Quindi si consegue una laurea che come detto prima è molto criticata, ma allo stesso tempo permette di conoscere un po’ di tutto e quindi aumentare il bagaglio di conoscenze generali, ma in nessun campo si avranno delle competenze specifiche ed è proprio per questa causa che in molti snobbano le facoltà comunicative.

In virtù di ciò molti hanno ridefinito la facoltà con l’appellativo di  “ Scienze della disoccupazione”, certo i numeri dicono questo, ma al  termine del percorso di studi se si sceglie di proseguire iscrivendosi ad una delle tante specialistiche del campo comunicativo si può dunque completare ciò che si è appreso durante la triennale e avere maggiori possibilità di lavoro.

Anche frequentando un Master o facendo degli stage si può trovare un’occupazione, certo non è semplice ma con impegno e grinta è possibile poter lavorare in questo campo nonostante lo scetticismo generale.
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