Depressione e stress nello studio e nel lavoro: perché?



Pianto, panico, deficit dell’attenzione, dall’ufficio ai mondiali di calcio, lo stress può avere conseguenze invalidanti sul piano professionale. Da Formisano, il formatore che ha creato la Crescita Personale Semplificata®, consigli su come gestirlo e trasformarlo in risorsa, anche nella finale Argentina – Germania
Di fronte a situazioni complesse che presentano ostacoli apparentemente di difficile soluzione, la nostra mente viene sottoposta ad uno sforzo imprevisto e impegnativo che genera tensione e scatena reazioni regolative neurologiche, locomotorie, ormonali e immunologiche, al fine di ripristinare un equilibrio.
Lo stress e i relativi squilibri emozionali possono colpire chiunque, a prescindere da sesso, età e professione, come accaduto, ad esempio alla nazionale di calcio del Brasile, il cui CT si è visto costretto a convocare una psicologa per seguire i suoi calciatori in seguito ad alcune reazioni emotive violente. Tale squilibrio emotivo, infatti, si è rivelato determinante ed ha compromesso in maniera decisiva le prestazioni della squadra, sconfitta in semifinale 7 a 1 dalla Germania.
“Lo stress è un insieme di sintomi di risposta a delle sollecitazioni che scatenano reazioni di attacco o fuga. L’importante è tenere tale risposta nei giusti livelli (eustress), evitando che lo stress si trasformi in distress, ovvero quello stato che ci impedisce di occuparci di ciò che abbiamo di fronte, bloccandoci o mandandoci nel panico. – Ha commentato Max Formisano, formatore professionista fondatore della “Max Formisano Training – formazione per public speaker e trainer eccellenti” (www.maxformisano.it) e creatore del modello della Crescita Personale Semplificata®. – L’eustress, al contrario, ci permette di affrontare problemi, situazioni impegnative e inattese, attraverso un’iniziale attivazione ansiosa, che permette di essere più vigili, attivi e reattivi.”
“L’eustress, che in un primo momento può sembrare uno stato negativo in quanto altera e minaccia il nostro equilibrio, può diventare un vero e proprio alleato, spingendoci a dare il massimo e a ottenere risultati dei quali non pensavamo di essere capaci. La vera criticità subentra quando questo degenera in distress invalidante. Per fronteggiare simili situazioni, è necessario orientarsi alla creazione di strategie utili, cercando, ove possibile, di intervenire in anticipo rispetto al manifestarsi della fase acuta. Per riuscire in questo intento può essere utile:
1. riconoscere i sintomi dello stress (esaurimento, aumento o diminuzione dell’appetito, mal di testa, crisi di pianto, insonnia, reazioni psico-somatiche, mancanza di concentrazione, ecc.);
2. essere consapevoli di quali siano le situazioni che ci causano stress;
3. imparare alcune tecniche di rilassamento (meditazione, visualizzazioni, respirazione);
4. aumentare il senso di autoefficacia nel controllare la nostra reazione agli avvenimenti esterni (considera sempre che gli eventi e le altre persone non causano un determinato comportamento o una specifica emozione in noi: siamo sempre noi ad interagire con l’ambiente innescando o meno alcuni meccanismi);
5. limitare le attività a cui ci si dedica. Identifica l’essenziale in modo selettivo e invalida o delega il resto, così da evitare di sentirti sempre carico di lavoro;
6. concentrarsi su un problema alla volta e ricordare che non esistono fallimenti per chi sa imparare la lezione;
7. porsi obbiettivi sfidanti, ma che siano raggiungibili, evitando, così, frustrazione e senso di inadeguatezza;
9. essere coscienti che nel mondo reale il “tutto e subito” non funziona. La resilienza, il perseverare per ciò che si desidera nonostante le difficoltà, è un ottimo antidoto allo stress;
10. usare lo Stress. Se non riesci a liberartene, prova ad usare la situazione stressante in un modo produttivo;
11. fare una corretta e costante attività fisica, seguire un’alimentazione sana e dormire sufficientemente, con un ritmo regolare di sonno/veglia;
12. liberarsi dal pensiero costante di ciò che fa star male, per pochi secondi al giorno; poi per qualche minuto, fino ad incrementare il sollievo durante la giornata;
13. evitare medicine, alcool, alimentazione scorretta che, solo apparentemente, risolvono il problema.
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