Effetti Riforma Gelmini: -350 corsi di laurea



Negli ultimi 4 anni la riforma universitaria ha subito una drastica accelerazione che ha portato al taglio di 348 corsi di laurea.

Nello stesso periodo di riferimento nel corso delle ultime 4 stagioni sono scomparse ben 170 lauree triennali, 214 lauree magistrali o specialistiche, divise in 148 corsi di laurea in ambito scientifico, 129 in ambito umanistico e 125 in ambito sociale.

Il fatto non è di certo passato inosservato, con il presidente del Cun, Andrea Lenzi che ha dichiarato che al momento attuale non si può andare avanti con i tagli, ma bisogna investire.

Sotto la gestione della Gelmini l’università italiana ha visto una diminuzione di 1/5 dei suoi corsi, con i tagli maggiori che sono arrivati al Sud, che come al solito viene lasciato solo ed abbandonato dalle istituzioni.

Oggi si contano circa 4.597 corsi di laurea in totale, con tagli eccessivi avuti per i corsi di Ingegneria Informatica e industriale e in scienze della formazione e scienze economiche oltre che per i corsi triennali.

Per quanto riguarda invece i corsi quadriennali è toccato a letteratura antica, filologia, storia antica, vedersi tagliare i fondi a favore delle lauree sanitarie dove si registrano addirittura 13 corsi in più.

Un problema quello della riforma Gelmini che già durante tutto l’arco di quest’anno ha visto manifestazioni studentesche e non solo, anche di ricercatori, di rettori di ateneo che hanno deciso di dire basta ai tagli imposti dal governo.

Non resta che sperare che tale riforma termini nel più breve tempo possibile, tornando ad investire nelle università e nei corsi di laurea e non andando a tagliare corsi minori in realtà che sono costituite da comunità più piccole, condizionandone così il loro futuro.