Ministro Profumo, scuole e università in Italia



Tutti gli studenti italiani che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con colleghi all’estero sanno ancora meglio di altri quanto sia faticoso il lavoro degli studenti universitari italiani. Quindi è sempre più facile comprendere il perché gli italiani non completano gli studi iniziati. Il ministro Profumo ha dichiarato che il 25% degli studenti non continua, non passando neanche al secondo anno.

La motivazione pare non sia da cercarsi nelle capacità degli studenti, ma forse nell’aver imboccato la strada sbagliata, questo anche a causa della mancanza di informazioni che non consente ai ragazzi di fare le giuste scelte. Il ministro Francesco Profumo è convinto di fatto ed ha portato le sue idee anche nella sede RAI di Viale Mazzini a Lorenza Lei.

Ha così avanzato l’idea di agire in tre fasi, in primis attraverso un orientamento per quanto riguarda tutte le fasi di transizione, la seconda sarà rivolta alle diverse modalità di trasmissione delle informazioni, utilizzando ad esempio ragazzi che già hanno fatto la loro scelta.

Per ultima fase, la terza, riferita agli strumenti, strumenti che oggi si possono usare e che una volta non c’erano. Ma non solo, il Ministro Profumo apre le porte anche ad un’altra idea, un idea che nasce in Francia, e che si basa sull’idea di limitare i compiti a casa degli studenti.

Questa idea si basa sul fatto che oggi come oggi i nostri studenti imparano solo una parte di ciò che va loro insegnato, attraverso i compiti, il resto si ottiene da altri input, input esterni ai soli compiti.