Sciopero studenti ottobre 2011, un weekend di passione



Giornata intensa quella vissuta lo scorso 7 ottobre, che ha aperto le porte ad un week end di sciopero studentesco che ha coinvolto centinaia di scuole da nord a sud con migliaia di studenti scesi in piazza al fianco di docenti e personale ATA per protestare contro la manovra del governo, giudicata inaccettabile non solo da chi la scuola la rappresenta, ma anche da coloro che sono la scuola. Nella Capitale l’adesione è stata incredibile e lo sciopero del 7 si è protratto anche nella giornata dell’8 tanto l’accanimento studentesco nei confronti delle decisioni dei ministri italiani. In particolare le urla inneggiavano al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, che non ha impedito lo smantellamento della scuola pubblica in favore delle scuole private, anzi, secondo gli studenti e secondo il personale presente intervistato, la Gelmini avrebbe le colpe maggiori.

L’Italia spende pochissimo nella scuola pubblica, infatti è il Paese con la percentuale più bassa di PIL nell’intera UE. La retribuzione media degli insegnanti non è di certo in linea con i livelli di altri Paesi europei, che prevedono maggiori agevolazioni e maggiori investimenti anche per il personale ATA. Tutto ciò nega agli studenti non solo un futuro sereno, ma un futuro vero e proprio. Sono più di 130 mila i precari che verranno condannati dalla manovra del governo e che sono prossimi alla disoccupazione. Una situazione inaccettabile per un Paese UE, soprattutto se si tratta dell’Italia, uno dei Paesi più noti e più apprezzati al mondo fino a qualche decennio fa, mente oggi fatica sempre più a trovare un ruolo primario in questa globalizzazione.