Università: come funzionano gli scorrimenti e i ripescaggi ?



Nelle prime settimane di Settembre molti studenti hanno effettuato dei test per accedere all’università, e ora a risultati acquisiti è tempo di proseguire o meno con l’immatricolazione.

Spesso e volentieri una parte di coloro che hanno guadagnato il diritto d’accesso all’università, decidono di rinunciare, lasciando così vacanti posti che in una seconda fase tornano utilissimi.

Infatti una volta scaduto il termine d’iscrizione, si procede con la stesura di una nuova graduatoria in cui coloro che si erano collocati nelle posizioni più alte della graduatoria precedente vanno ad occupare i posti rimasti liberi. Naturalmente anche in questo caso c’è un termine d’iscrizione dopo del quale non è più possibile procedere con la pratica d’immatricolazione.

Però non finisce qui. È prevista inoltre una fase del “ripescaggio” per aspirare ad ulteriori posti eventualmente ancora liberi, per la mancata iscrizione di studenti “ammessi per scorrimento”.
Potranno tentare di usufruire di questa chance sia candidati presenti nella liste degli “ammessi” ma che per qualunque motivo non avessero perfezionato l’iscrizione entro il periodo prestabilito; sia candidati non presenti nelle liste degli “ammessi” e degli “ammessi per scorrimento”, e che risultano pertanto non iscritti ad alcun corso di studio per il quale si sia sostenuta la relativa prova di accesso.

Quindi chi si trovi in queste condizioni potrà cercare di essere “ripescato”, compilando un’apposita “dichiarazione di conferma dell’interesse” all’iscrizione ad un solo corso di studio di cui abbia sostenuto la prova di ammissione.

Insomma il percorso è lungo per coloro che non sono risultati subito ammessi, ma con un po’ di pazienza è possibile iscriversi al corso di laura che più si preferisce.
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